Slovenski etnografski muzej

Femminilereale: prossima fermata Lubiana

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Mercoledì, 18. Settembre 2013 - 17:00

Nel 2012, in Italia, un gruppo di donne fotografe, socie dell’ associazione FOTOGRAFAREDONNA, hanno elaborato un progetto chiamato Femminilereale. Il progetto ha affrontato il tema della rappresentazione delle immagini delle donne sottolineando il divario esistente tra le donne reali, vere e gli ideali di femminilità trasmessi dai media e dalla pubblicità. Il progetto, sviluppatosi in tre fasi, ha raccolto nella sua prima fase le immagini pubblicitarie di donne in un determinate spazio urbano. Nella seconda fase sono state fotografate donne di diverse età, estrazione sociale e provenienza che vivevano quello stesso spazio. Sono state quindi selezionate dieci di queste immagini che nella terza fase del progetto sono state inserite negli spazi pubblicitari degli autobus cittadini. Spazi che sono normalmente destinati ad ospitare immagini manipolate di corpi perfetti allo scopo di commercializzare i prodotti che vendono. Un intervento di arte pubblica, un messaggio a favore della dignità delle donne

Nel settembre del 2013, Femminilereale approda in Slovenia per fare la sua prossima fermata a Lubiana.

L'obiettivo

Mentre per decenni studiose femministe hanno messo in guardia sulle conseguenze sociali negative che le  rappresentazioni idealizzate della bellezza hanno sull’interiorizzazione di sé delle donne e il loro porsi nella società, i mass media, la moda e l'industria di bellezza continuano a proporre quello che Naomi Wolf ha chiamato il mito della bellezza ». Tuttavia, contrariamente al periodo iniziale del mito della bellezza, il cui l’ esito principale è stata la deriva dall'impegno politico femminista alla costruzione postfemminista e depoliticizzata di una donna (post) moderna come corpo sessualizzato, in anni più recenti, ovunque, le conseguenze politiche e sociali di questa produzione del corpo perfetto sono cambiate vistosamente. Questo risulta evidente nella crescita degli interventi estetici di massa in varie parti del mondo (la diffusione del “rifarsi” la bocca e palpebre tra le giovani donne asiatiche!); nelle testimonianze pubbliche di celebrità che con i loro volti, seni e altre parti del corpo sono diventate un punto di riferimento desiderabile per ogni donna, e hanno creato una nuova iconografia globalizzata di immagini di un corpo ideale basato sulla commercializzazione della  bellezza come questione di salute e responsabilità morale

Femminilereale con questo progetto dimostra di conoscere molto bene la  storia del mito della bellezza dal 1970 al 1980, nonché la risposta critica femminista a favore delle donne reali. Nel suo sforzo di contribuire a questo tema critico, il progetto fa un passo ulteriore, elabora una fase successiva di indagine in cui contrasta le immagini idealizzate esponendo il proprio lavoro in spazi sociali e culturali concreti, e nei contesti transfrontalieri di Italia e Slovenia.

 

Il progetto

Femminilereale parte da Trieste per raggiungere Lubiana, dove il gruppo di Trieste sarà affiancato da tre studiose e ricercatrici dalla Slovenia, esponenti di rilievo dello studio della rappresentazione delle donne dopo la disgregazione della Jugoslavia (e della storia del paradigma socialista della femminilità dopo la II seconda guerra mondiale) e nel contesto postsocialista rivolto al consumismo.

In questo modo, il progetto si sta trasformando in una carovana itinerante di esplorazione critica della cultura pubblica per quanto riguarda la rappresentazione delle donne nei due paesi confinanti.

L'obiettivo è quello di continuare il viaggio anche in altri centri urbani della ex Jugoslavia, per analizzare la tendenza verso l’oggettivazione e commercializzazione del corpo delle donne.

Femminilereale vuole spianare la strada ad una produzione alternativa di immagini di donne in cui la bellezza è un derivato culturale di dignità, rispetto e ispirazione, che arricchisce il genere umano  di donne eccezionali e ordinarie, ma sempre reali.